I videogiochi fanno bene o fanno male?

Una delle invenzioni del secolo scorso: i videogiochi. Ricordo perfettamente la mia adolescenza rapita anzitutto dai videogiochi a muro da bar, quelli che potevi giocare inserendo una moneta. Costruiti apposta per dare dipendenza e far sprecare i soldi nel giro di cinque minuti. Ricordo ancora intere mattinate passate a bighellonare senza far nulla, perché avevo speso tutto in qualche gioco di calcio o in uno sparatutto.

Fin dalla loro comparsa i videogame hanno sollevato l’interrogativo sulle conseguenze che comportano sui nostri bambini. I videogiochi di oggi sono dei prodigi della tecnologia, sembra di essere immersi in un ambiente reale, alternativo, nel quale tutto è permesso. Se prendiamo per esempio Grand Theft Auto si viene catapultati in una realtà parallela, ambientata in modo scenografico digitale, praticamente perfetto, direi quasi reale, nel quale si può fare di tutto: massimamente uccidere gente e correre in auto.

A parte questo, i medici hanno provato anche a concentrarsi sui lati positivi, se esistono. Degli studi recenti hanno dimostrato che attaccarsi a una console per ore e ore al giorno ha fatti deleteri sui bambini: aumenta la loro incapacità di concentrarsi, li stanca inutilmente, li rende emotivamente frenetici e iper-attivi, li astrae dalla realtà, soprattutto gli rovina la vista, il sonno e togliendo ore all’attività fisica vera e propria anche la forma fisica, con problemi che potrebbero solo ingigantirsi con l’andare del tempo (ad esempio sviluppare una forma di pigrizia da divano, che ha effetti nefasti sull’organismo).

Gli psicologi sono spesso divisi sui videogame. La Oxford University per esempio sostiene che giocare per un tempo limitato, come un’ora al giorno, sia solo di aiuto, perché ha effetti positivi sulla creatività: chi gioca per poco tempo ha una migliore vita sociale, meno problemi di concentrazione e iperattività. Nei giocatori abituali che stanno attaccati allo schermo per più di tre ore ci sono i problemi presentati nel paragrafo precedente.

Anche gli sparatutto però vedono la loro reputazione migliorare. Se giocati con parsimonia, per evitare un’eccessiva immedesimazione che porta il bambino a pensare al videogame a ogni ora, questo genere di giochi aumenta l’orientamento, la capacità di risolvere i problemi, migliora la memoria e la percezione, per via delle difficoltà che comportano.