Vantaggi e svantaggi dei social network

L’uso estensivo dei social network è rappresentato dalle cifre. Nel nostro paese nel 2016 28 milioni al mese, di cui 25 da mobile con l’app si collegano a Facebook e lo usano estensivamente. Siamo uno dei paesi più attivi. Facebook considera a 29 milioni il numero degli account potenziali attualmente disponibili in Italia, sono numeri giganteschi che la dicono tutta su un fenomeno che ormai va avanti da una decina di anni.

Si discute spesso sul ruolo dei social media nel mondo contemporaneo, ma esattamente quali sono i pro e i contro.

Indubbiamente i social network come Facebook o Twitter sono rilevanti per l’acquisizione delle informazioni. Oramai hanno sostituito la televisione e i giornali come primi canali informativi, anche se in Italia la TV è considerata ancora imperante. Il fatto che agiscano in tempo reale aiuta a distribuire efficacemente le notizie ovunque. Ci sono stati casi di cronaca e di guerra molto famosi che sono stati raccontati in diretta prima sui social poi sui media tradizionali. Tanto che ormai siti come YouTube ospitano sempre più delle dirette importanti.

Tuttavia questo ruolo viene contestato da chi non riconosce il social network come un valore positivo nell’ambito del mondo dell’informazione. Per esempio: esso da luogo allo spargimento di notizie e fatti non verificati, che spesso nascono come “montature” (in gergo hoax), spesso riprese dai media nazionali su TV e stampa. Va detto che le persone ancora ritengono che se lo dice la TV dev’essere vero, quindi forse qui è un problema di verifica delle fonti.

Dal punto di vista della sicurezza e della legalità le forze di polizia e gli inquirenti usano spesso Facebook per raccogliere prove, tracciare i movimenti dei sospetti, anche se spesso avviene il contrario, cioè che siano i criminali a raccontare di sé su Facebook, in un trionfo della vanità. Se è vero che raccontarci ci rende in qualche modo più famosi nel nostro network personale di rapporti umani, è anche vero che i social distruggono la privacy, come ha dimostrato il caso di Tiziana Cantone, con effetti drammatici. Inoltre dichiarare troppi dati personali su di sé ci espone in qualche modo a ogni forma di spionaggio, da quella privata e quella governativa, senza che per questo ci sia bisogno di instaurare un regime da Grande Fratello come la DDR.

I social network consentono di trovare lavoro e creano opportunità. Questo dato non va mai sottovalutato se attribuiamo tanta importanza all’economia. Gli utilizzatori compulsivi di Facebook saranno sempre consumatori passivi, ma come ha ricordato Zuckerberg, in Europa ha dato luogo a un milione di posti di lavoro, perlopiù giovani, impegnati nello sviluppo di applicativi ed estensioni scaricate e utilizzate quotidianamente. Di contro, i social network sono responsabili per le perdite di tempo in ufficio e sembra che giochino un ruolo negativo nella produttività dei lavoratori, in particolare degli impiegati. Inoltre sono indirettamente responsabili dell’aumento di incidenti stradali (che era stato in controtendenza negativa per anni) grazie al fatto che ci costringono a stare spesso sugli smartphone.