Torniamo gli alieni: al cinema e nella realtà?

Nel 1997, le sequenze della distruzione di grandi città come New York e Los Angeles, persino della Casa Bianca, furono un grande viatico per l’enorme successo di pubblico. Ma questa estate torna Independence Day, in questi giorni al cinema. Un film che si avvale ovviamente dei progressi tecnologici nel campo della CGI (grafica computerizzata) e che parla del ritorno degli alieni che avevano provato a distruggere tutto il pianeta. Tornano anche alcuni dei protagonisti, ma le recensioni non sembrano così entusiaste.

Proprio ieri 30 agosto 2016 è uscita la notizia che degli astronomi russi avrebbero percepito un interessante segnale da un sistema stellare lontano 95 milioni di anni russi. Si tratta di un segnale radio sospetto proveniente dalla costellazione di Ercole, ma gli scettici invitano ad essere prudenti, perché potrebbe trattarsi di un quasar.

Il segnale è stato registrato un anno fa e questo ritardo non ha fatto altro che indispettire il SETI, l’ente privato che si occupa proprio di messaggi extra-terrestri. “Nella scienza queste scoperte si condividono” hanno detto, prima di lasciarsi andare al solito, sano scetticismo. I russi comunque partecipano al programma SETI e presto lo faranno anche i cinesi, che stanno costruendo un potente radiotelescopio, denominato FAST, in grado di fornire nuova potenza all’orecchio umano situato a terra.

Ma quante sono in realtà le possibilità che esista una vita extraterrestre? Secondo la nota formula di Drake e il paradosso di Fermi le possibilità potrebbero essere insieme tante e pochissime. Potrebbero esistere, per la sola formula di Drake, infiniti pianeti nelle stesse condizioni della Terra. Ma secondo il paradosso di Fermi questi potrebbero aver dato luogo a civiltà che nel frattempo si sono estinte e non hanno raggiunto la capacità di comunicare con noi. Dopotutto è quello che succede a noi: il grosso problema non è mai la distanza, se non che dobbiamo abituarci probabilmente a scambiare messaggi spalmati su secoli, se non decenni, quanto il fatto che nessuno può garantire sul fatto che l’uomo sarà ancora sulla Terra quando avrà raggiunto il picco massimo ella sua evoluzione tecnologica, in grado di portarlo sullo spazio. Fermi era ben conscio di questo paragone, in quanto era stato tra i pionieri dell’energia nucleare ed era in grado di apprezzare la capacità distruttiva dell’uomo.

Le condizioni così speciali di vita sulla Terra vengono spesso respinte per non mostrarsi troppo zelanti nei confronti della religione e della creazione, secondo come viene narrata dalle religioni. Ma la verità è che la Terra è un posto davvero speciale, tanto che una delle teorie più accreditate sostiene che la Terra (ipotesi della rarità della Terra) non è facilmente replicabile e che potremmo dover rassegnarci al fatto che se non siamo completamenti soli, non siamo così tanto in compagnia come potrebbe suggerire l’equazione di Drake. Il dubbio rimane, ma intanto possiamo consolarci vedendo gli extra-terrestri (più minacciosi che mai) al cinema.