Selfie, social network e mito del corpo perfetto

Non c’è alcun dubbio, i social media stanno cambiando il modo di vedere il nostro corpo e di parlarne. Siamo bombardati ogni giorno da immagini di corpi perfetti, immagini personali (selfie) di corpi nudi o seminudi, ritratti in modo consapevole o inconsapevole, come è il caso delle ultime immagini sexy rubate a Jennifer Lawrence, Rihanna, Kate Upton e Ariana Grande tra le altre. Sono corpi forti, belli, che incarnano un modello di perfezione al quale non tutti possono aspirare. E’ perfetta la percezione più che la sostanza, perché raramente si potranno vedere dei difetti nel corpo dell’attrice premio Oscar Jennifer Lawrence. Ma secondo gli esperti questa sovraesposizione non deve assolutamente inficiare l’autostima, la moda dei selfie, sentirsene esclusi perché non in armonia con il nostro aspetto, può avere un forte impatto psicologico, escludendoci dall’utilizzo dei social media come Facebook, Instagram, Twitter per citare i siti dove circolano maggiormente i selfie.

selfie sexyQuesti siti vanno usati per quello che sono: una divertente occasione per ampliare la propria rete di conoscenze, non un luogo dove gareggiare e mettere in competizione il proprio fisico, anche perché l’uso dei filtri tende un po’ a mitigare queste presunte bellezze. Non tutte possono essere Jennifer Lawrence e non tutti possono essere Ryan Gosling. Stare ore a vedere selfie e immagini provocanti di celebrità e modelle che hanno fatto della bellezza una leva per il loro successo può essere solo frustrante. Molte donne sono esposte in questo continuo gioco di immagini, dove si paragonano aspetti puramente estetici e non tutte si trovano bene con il proprio aspetto. C’è poi la tendenza a marginalizzare chi non piace, un tratto tipico del comportamento umano, che si riflette fedelmente anche nella dinamica dei social network. Uno studio ha rivelato che le donne sono più preoccupate del loro aspetto da quando è esplosa la mania dei sitin sociali. Eppure un sito come Facebook non dovrebbe assolutamente influire sul proprio io. I benefici dei social media non sono solo quelli di subire, ma anche quelli di creare. Chiunque può decidere cosa rappresentare e cosa no, mettendoci dentro del suo, facendo vedere ciò che più gli aggrada di sé stesso, costruendosi un profilo che può piacere e lo faccia stare in pace con sé stesso. Un modo per comunicare al mondo: hey, io sono questa e frequento queste persone, faccio questo e mi diverto facendo così. Cioè un mondo di contenuti nel quale il giudizio estetico degrada lentamente a fattore secondario, perché uno può anche essere bello, ma se non coglie il lato bello della vita rimane fermo, impalato a un ideale che non fa passi avanti. Sicuramente il social network può essere preso come stimolo per migliorare il proprio stile di vita. Se una donna non si sente bene col proprio corpo, ha problemi psicologi – per esempio – determinati dall’eccesso di peso, può disdegnare le foto di cibi care a Instagram, ma invece può puntare sul fitness e usare siti come YouTube per far vedere i progressi che sta facendo e migliorare tutti gli aspetti della vita. Ad ogni buon conto non si deve diventare schiave del selfie e dell’aspetto a tutti i costi perché la vita è fatta di altre cose. La bellezza conta, ma non è un elemento su cui impostare la propria vita interiore e dimenticarsi di altre cose importanti, che dalla superficie un po’ finta dei siti sociali spesso non emerge.