Romanzi come 1984 di Orwell

Dopo le elezioni di Trump le classifiche di vendite dei libri, nei paesi anglosassoni, hanno portato alla rinascita dell’interesse dei lettori verso il capolavoro di George Orwell 1984. Come tutti sapete questo romanzo pubblicato nel 1948 (il numero inverso dell’anno proposto nel titolo prefigurava una società totalitaria, nella quale la vita di un uomo comune, la sua abitudinarie erano dominate dal costante controllo dell’autorità, un partito unico con il suo leader, in un mondo perennemente in guerra. Interessante è la professione del protagonista, Winston Smith, quella di un editor incaricato di riscrivere la storia e cancellare i fatti passati, per fare in modo che il leader del partito o qualcuno dei suoi più importanti esponenti, non siano mai in errore.

Il genere di 1984 è chiamato distopico. Naturalmente con un’accezione critica del termine utopia, che pure prende da un saggio di Thomas More che voleva descrivere una società perfetta, sullo stile dell’Atlantide raccontata da Platone (anche se a leggere bene, il carattere utopico di Utopia è molto meno rassicurante di ciò che si pensi). Fatto sta che nel filone della distopia sono entrati poi diversi romanzi, che incrociano altri generi come la fantascienza. Ultimamente hanno avuto successo delle serie di romanzi che mischiano la distopia con i romanzi per i cosiddetti young adult, cioè la categoria di lettori teenager, che vanno essenzialmente dai 12 ai 18 anni, che hanno contribuito a rendere molto ricchi autrici come J. K. Rowling o Suzanne Collins.

Ma nel campo della narrativa universale, 1984 ha dato la stura a un genere narrativo robusto, che ha consacrato la carriera di tanti scrittori. Ecco dunque alcuni libri consigliati del settore, se siete appassionati del genere:

Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley viene spesso citato insieme a 1984 e addirittura lo precede. In questo romanzo viene dipinta una società terrificante, basata su controllo genetico. Sono presenti delle caste e il mondo viene controllato attraverso la mente. Huxley non è del tutto pessimista, perché da qualche parte nel mondo vecchio c’è una zona che vive secondo i criteri del libero arbitrio.

Sempre precedente a 1984 è Noi, romanzo di Eugenij Zamjatin pubblicato per la prima volta nel 1924: una società nella quale gli individui vivono con dei numeri assegnati, dove domina il conformismo, che schiaccia la libera scelta a favore del benessere collettivo. Un primo crudo tentativo di criticare il socialismo reale appena installato in URSS.

Il Signore delle Mosche ha consentito a William Golding, uno dei massimi scrittori inglesi del secondo dopoguerra, di vincere l’ambito Premio Nobel. E in effetti la storia narrata in questo bel libro capovolge l’archetipo razionalista di Robinson Crusoe e mette in scena il dramma di una società vergine, governata dai ragazzi sfuggiti all’olocausto nucleare, nella quale si riproducono esattamente gli stessi comportamenti che avevano portato gli adulti ad autodistruggersi. Un romanzo duro e crudo, che fa riflettere.

Da Il Cacciatore di Android (titolo in inglese Do Androids Dream of Electric Sheep? ovvero Gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?) di Philip K. Dick è stato tratto uno dei capolavori del cinema di fantascienza del secolo scorso, Blade Runner. Posto che il film è ricordato per le sue atmosfere oniriche e per il mondo cupo rappresentato, nel quale il confine tra umano e androide è sempre molto sfumato, il romanzo descrive una Terra del futuro, del 1992, nella quale la maggior parte del mondo che conoscevamo è stato distrutto a causa della guerra nucleare (un tema forte del periodo della Guerra Fredda). Il tema del romanzo ruota intorno alla capacità dell’uomo di sopprimere i propri sentimenti per compiere il loro dovere. Non sono infatti gli androidi ad essere simili agli uomini, ma il contrario.

Mattatoio n. 5 è il capolavoro di Kurt Vonnegut, che mischia eventi realmente esistiti, come il drammatico Bombardamento di Dresda, a una trama tipicamente fantascientifica che utilizza elementi come il viaggio nel tempo dal futuro. Si tratta di un romanzo che ha un chiaro intento satirico, e per questo può apparire anche divertente, come è tipico del suo autore (celebre anche per La colazione dei campioni).

Altri da segnalare: V e L’arcobaleno della gravità di Pynchon (particolarmente complessi da leggere, essendo romanzi postmoderni).

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