La Puglia, una storia che viene da lontano

Abitata fin dal Paleolitico, come attestano numerose tracce risalenti a quel periodo, in epoca storica la Puglia fu popolata da genti indoeuropee di ceppo illirico, e precisamente da Messapi, Calabri, Salentini e Peucezi. A partire dall’ottavo secolo a. C. la colonizzazione greca influenzò profondamente tutta la vita della regione e diede origine al grande centro di Taranto e a centri minori quali Brindisi, Gallipoli e Otranto. Dopo lunghe lotte, le città messapiche dovettero riconoscere la supremazia dei greci; durante le guerre sannitiche, esse furono alleate di Roma; la quale dopo la conquista di Taranto avvenuta nel 272 a. C., confederò sotto il suo dominio le città dell’Apulia. Non mancarono naturalmente i tentativi di ribellione al potere romano, che si rivelarono con maggior consistenza dopo la grande battaglia di Canne, persa dai Romani contro Annibale, proprio nel territorio della Puglia. Capitarono episodi anche durante la guerra sociale che oppose la città agli antichi alleati italici. Con la deduzione di nuove colonie Roma rafforzò il suo dominio sulla regione che, con l’espansione verso Oriente, acquistò maggiore importanza e floridezza. Brindisi era il porto di imbarco verso la Grecia, come dimostrano le fonti dell’età di Cesare, che proprio nella città salentina lanciò la sua offensiva contro i nemici. La città divenne dunque uno dei ponti principali dell’Italia, sia merci, sia persone, direttamente collegata a Roma dalla via Appia e poi dalla via Traiana, favorendo la completa latinizzazione della penisola, un tempo a forti influenze greche.

Dopo la caduta dell’Impero romano, anche la Puglia, come del resto le altre regioni dell’Italia, subirono un tracollo sociale ed economico, venendo occupata dalle popolazioni barbariche che avevano invaso il nord Italia. Lo scontro tra Goti e Bizantini fu causa della distruzione delle città e della desolazione delle campagne, ma la popolazione ebbe ulteriormente a soffrire sotto l’esoso regime fiscale dell’impero romano d’oriente, ancora formalmente in auge e potente. Con la venuta dei Longobardi venne spezzata l’unità della regione: essi infatti incorporarono al ducato di Benevento la parte settentrionale della Puglia e solo tra il 662 e il 677 riuscirono a togliere il restante della regione ai Bizantini, il cui potere si andava sempre più indebolendo: e a questi non rimase che l’estremità meridionale del Salento con Otranto e Gallipoli. Furono secoli di enorme decadenza che si accentuò con la conquista saracena di Bari e di Taranto e la conseguente devastazione delle campagne e del paese. L’intervento dell’imperatore Ludovico II, liberatore di Bari, complicò le lotte tra longobardi, saraceni e chiesa romana. Ne approfittarono così i bizantini, che in un momento di ripresa, verso la fine del secolo nono, riuscirono a scacciare dalla regione sia i longobardi, sia i saraceni, ricostituendo l’antica unità territoriale. Dopodiché si aprì il lungo capitolo della dominazione normanna e sveva, che lasciò tracce evidenti e visibili sia nella cultura che nell’arte e nell’urbanistica, donando alla Puglia numerosi gioielli da visitare durante le vacanze.