Perché piacciono i film horror

Ci sono molti motivi per i quali piacciono i film horror. Se chiedete in giro alle persone che amano guardarli, sentirete delle risposte multiple. A me per esempio non piacciono, i film con maggior suspense o che possono rientrare nel genere, che gradisco, sono quelli che travalicano il genere e che appunto non sono pensati per gli amanti della nicchia. Prendiamo “Shining” ad esempio o “Psycho”. Sono film nei quali la paura e l’ansia predominano, ma non basano il racconto sulla paura. La paura deriva semplicemente dal nostro feeling con i personaggi. Eppure i film horror di cassetta sono degli autentici hit al botteghino. Essi sono contraddistinti da un largo uso di sangue, di scene definite splatter, di carne spiaccicata e di assassini mezzo pervertiti che uccidono giovane ragazzi innocenti che puntualmente si trovano in situazioni un po’ cliché.

Alcuni ricercatori pensano che questo genere di film trovino posto solo perché la nostra società è molto controllata e ha eliminato o sta eliminando il rischio. Altri ritengono che sia una necessità di violenza e paura a generare questo interesse, ma il substrato è comunque lo stesso: viviamo in una società asettica e un film dell’orrore è il massimo della suspense che ci possiamo aspettare.

Il genere comunque non è nuovo: la rappresentazione dei nostri peggiori incubi trova degli ascendenti nella letteratura fantastica del XIX secolo, ma anche negli antichi miti. Leggendo la Bibbia – per esempio – non ci si può sorprendere del racconto di alcune scene estremamente cruente, dove il sangue la fa da padrona. Per psicologici come Jung questi erano racconti che dovevano incutere timore e rispetto, facendo vedere che sorte toccava a chi violava le norme della comunità. I Romani, per esempio, erano amanti del cruento: pur essendo un popolo estremamente civilizzato e conoscendo il diritto di asilo, non esitavano a usare il massimo della violenza per far rispettare le leggi. Gli spettacoli nelle arene erano molto crudi e in generale c’era un grado di violenza anche nella lotta politica.

Altri critici ritengono che l’interpretazione junghiana non basti: il racconto horror nella sua versione cinematografica consente di provar delle paure ancestrali, che abbiamo rimosso passando alla civilizzazione e all’urbanizzazione. Alcune di queste paure, ad esempio quella dei serpenti, si sono formate con il passaggio alla posizione eretta. Si può dire poi che la paura generi un forte stress emotivo, cui segue un rilascio ormonale che lascia il segno, a base di adrenalina. E’ in fondo questa l’emozione che cerchiamo, come se fossimo di fronte a un “combatti o fuggi” nella savana.