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Tre ragazze ricche a Santiago del Cile, una di loro rievoca un amore vissuto anni prima, durante un week end tra cocktail e piscina. Un amore vissuto con un italiano, contraddittorio, impossibile perché lui era un ingegnere responsabile della costruzione di una grand edita in un villaggio andino, mentre lei faceva parte pigramente dell’associazione ambientalista che vi si opponeva.

Santiago è la capitale del Cile, situata a 520 m. sul livello del mare, sulle sponde del fiume Mapocho, nella lunga dalle che separa la Cordigliera Occidentale dalle Ande, in una zona soggetta a frequenti sismi. Nel 2015 conta 200.000 abitanti, ma la Grande Santiago si avvia ormai a toccare i 7 milioni di abitanti, diventando il polo di attrazione del paese. È capoluogo della regione metropolitana della città di Santiago. Fondata nel 1541 dal soldato du ventura spagnolo Pedro De Valdivia, con il nome di Santiago del Nuevo Extremo (San Giacomo della Frontiera Nuova), divenne subito il centro della colonia e nei secoli seguenti vi si stabilirono le principali istituzioni religiose (l’arcivescovato nel 1561), politiche (corte reale nel 1609) e culturali (università di San Felipe nel 1747). Con l’indipendenza del Cile nel 1818 fu Santiago ad assumere il ruolo di capitale della repubblica. Si ebbero allora i primi grandi mutamenti nell’impianto urbanistico della città che, con lo svilupparsi di nuovi quartieri, perse l’originale conformazione triangolare.

L’afflusso di popolazione dalle zone rurali determinò infatti un notevole incremento della popolazione, che da allora non ha smesso di crescere fino a rappresentare un terzo abbondante della popolazione globale del Cile. Il tradizionale centralismo amministrativo cileno ha fatto si che intorno alla capitale si concentrassero la gran parte degli interessi economici, e quindi delle possibilità lavorative, del paese. Questa situazione ha portato alla continua formazione di sobborghi dalle precarie condizioni abitative, che ha reso insufficienti tutti i piani di riordinamento urbanistico degli ultimi decenni.

L’immigrazione delle province rurali circostanti, in perenne crisi economica, ha raggiunto il suo apice intorno agli anni ’40-’50 del secolo scorso, attirata dallo sviluppo del settore terziario e della numerose industrie cittadine, che si sono però dimostrate insufficienti ad assorbire nella sua totalità il flusso di manodopera.

Accanto alle numerose industrie tessili e alle concerie sono presenti grandi stabilimenti metallurgici, chimici e della carta. Santiago è anche un nodo fondamentale nella grande arteria commerciale della strada panamericana e sulle ferrovie che percorrono la grande vallata in senso longitudinale.

Il centro cittadino conserva vari edifici dell’epoca coloniale, tra cui il Palazzo dell’Intendenza, e alcune chiese, benché i terremoti abbiano più volte devastato la città. Lo stile dominante è comunque quello massiccio delle costruzioni governative, tra le quali spicca il Palacio de La Moneda. Numerosi sono i musei e le istituzioni universitarie e culturali.

Palabras (2003) di Corso Salani.