Oscar: Eddie Redmayne a caccia del bis

Per la cerimonia degli Oscar uno dei favoriti per il premio di miglior attore protagonista è Eddie Redmayne che insieme a Dominic Cumberbatch forma l’eccezionale duo di grandi attori britannici, eredi di Daniel Day-Lewis, che stanno conquistando Hollywood a suon di grandissime interpretazioni. Mediaset Premium in questi giorni sta trasmettendo il film dedicato a Stephen Hawking, La Teoria del Tutto, che è valso a Redmayne il premio Oscar 2015 come miglior attore. I pronostici quest’anno sono tutti per Leonardo DiCaprio, ma non c’è nessuno disposto a scommettere che per l’interpretazione in The Danish Girl non ci scappi un clamoroso bis, l’ultimo dei quali appartiene a Tom Hanks a metà degli anni Novanta.

Il film La Teoria del Tutto ci dà modo di conoscere meglio la straordinaria vita di Stephen Hawking, fisico e cosmologo inglese, oramai diventato una figura popolarissima in tutto il mondo, grazie anche alla diffusione dei suoi bestseller divulgativi, ovviamente al suo tragico stato di salute e da ultimo alla partecipazione in serie tv di grande successo come The Big Bang Theory (è l’idolo di Sheldon Cooper, il protagonista della serie). Pur essendo nato ad Oxford, Hawking ha frequentato l’università di Cambridge, dove conseguì la laurea e dove attualmente lavora. La grave malattia che l’accompagna fin dalla giovinezza, sclerosi laterale amiotrofica, lo ha gradualmente privato della capacità di muoversi e di parlare. Oggi Hawking vive su una sedia a rotelle, utilizza un computer munito di sintetizzare di voce per comunicare e ha bisogno di essere assistito. Questa fragile figura che studia problemi complessi con un’intelligenza non comune ha catturato l’immaginazione di tanti appassionati di astronomia e non solo. Hawking è una testimonianza vivente della forza di volontà di una grande mente sottoposta a soffrire fisicamente.

Tra il 1965 e il 1970 Stephen Hawking formulò un modello matematico che dimostrava che l’universo è necessariamente passato per uno stadio di densità infinita, dal quale si è evoluto attraverso il big bang. Negli anni settanta spostò la sua attenzione sullo studio delle fasi finali dell’evoluzione di una stella: infatti solo le stelle con massa non superiore a circa una volta e mezza quella del sole giungono infine allo stadio di anna bianca; per le stelle di massa superiore la contrazione procede oltre, fino al raggiungimento di densità infinite, dando così origine a un buco nero. Il campo gravitazione diviene talmente forte da catturare non solo la materia ma anche la luce che viene a trovarsi entro l’orizzonte degli eventi. Questa intuizione fu ripresa nel suo celebre libro divulgativo A Brief History Of Time, in Italia edito con il titolo “Dal Big Bang ai Buchi Neri”, rendendo disponibile per il grande pubblico concetti assai poco comprensibili e di non facile spiegazione, con una lingua asciutta e un linguaggio accessibile a tutti. Quest’opera gli è valsa la fama mondiale. Nel 1994 Hawking ha “partecipato” all’album della band inglese Pink Floyd (originaria di Cambridge) The Division Bell, con una traccia preregistrata della sua voce e un brano dal titolo Talkin’ Hawkin’ è presente nell’ultimo lavoro del gruppo.

Eddie Redmayne ha ricevuto apprezzamenti dallo stesso Hawking per l’interpretazione attraverso la pubblicazione di un post su Facebook, complimentandosi per la vittoria dell’Oscar.