Le migliori interpretazioni di Leonardo DiCaprio

Negli ultimi 15 anni Leonardo DiCaprio è cresciuto tantissimo, fino a diventare un interprete poliedrico, capace di cimentarsi in più ruoli differenti con estrema versatilità. Giunto alla fama con Titanic (1997), che scatenò una vera e propria Leo-mania di portata mondiale, il giovane attore italo-americano ha saputo trarre da intense collaborazioni con registi come Spielberg, Tarantino e soprattutto Scorsese il meglio di sé, avvicinandosi sempre di più all’agognata statuetta dell’Oscar. Non l’ha ancora vinto, ma di certo lo avrebbe meritato in più di ogni occasioni. In questo articolo ripercorriamo le sue prove più convincenti e famose.

Django Unchained (2012) – ultimo capolavoro di Quentin Tarantino, nel ruolo di un eccentrico e sanguinario proprietario di piantagioni di cotone, Calvin Candie. In una scena dove il protagonista sbatte la mano sul tavolo per la rabbia, DiCaprio si ferisce veramente e continua a recitare come se nulla fosse. La sua prova è ironica, maiuscola, divertente, come piace a Quentin Tarantino.

Titanic (1997) – poco più che ventenne, scelto per interpretare il ruolo di Jack Dawson, l’artista povero che seduce la ricca Rose interpretata da una fiammeggiante Kate Winslet, DiCaprio offre tutto l’armamentario che serve per farlo diventare un’icona per le teenager di tutto il mondo. Avete presente le follie che si fanno oggi per gli One Direction o per Justin Bieber? La fama di Leonardo era 10 volte maggiore, la follia ancora più grande. Il film ovviamente fu un tale successo che la carriere del giovane decollò come un razzo.

Blood Diamond (2006) – un film di impegno civile al quale DiCaprio ha molto tenuto. Ancora una volta interpreta un ruolo carismatico, quello del mercenario Danny Archer. DiCaprio offre un’interpretazione maiuscola, caratterizza bene il personaggio, rendendolo vivo e intenso.

Shutter Island (2010) – insieme a Martin Scorsese in questo film controverso, un thriller psicologico che ci mostra un DiCaprio dalla doppia personalità, terrificante per l’esito. Un film da vedere nel quale l’interpretazione dell’attore è sofferta, reale, importata a una cruda rappresentazione della follia nel suo lato più terrificante. Una performance che commuove e che conferma le sue indubbie qualità attoriali.

Romeo + Juliet (1996) – il film che guadagna a Leonardo la convocazione per Titanic è questa coraggiosa rivisitazione della classica tragedia dell’amore di Shakespeare, la sua interpretazione è molto partecipata e lancia la prima fiamma della Leo-Mania. In perfetto stile anni ’90 è l’icona di una vera e propria generazione, non a caso sigillata dalla musica dei Radiohead.

The Aviator (2004) – sempre a suo agio nell’interpretare ruoli impegnativi e controversi, di personaggi che stanno nella linea di mezzeria tra bene e male, ambizione e potere, generosità e disprezzo, nella seconda prova per Scorsese, DiCaprio interpreta il celebre magnate ed aviatore Howard Hughes. Una trasformazione che ne fa un attore finalmente maturo, capace di intraprendere nuove strade.

Prova a Prendermi (2002) – il vantaggio di poter lavorare con grandi registi e colleghi consiste nel lavorare in film scritti bene, con personaggi convincenti, che richiedono un’immedesimazione profonda. In questo film a metà tra la commedia e l’avventura, firmato da Steven Spielberg, con un indomito Tom Hanks come spalla, DiCaprio tira fuori un’interpretazione fortunata, umoristica, che coinvolge, riuscendo a essere gradevole anche in un ruolo non romantico. È il film col quale entra nel nuovo millennio e col quale si libera della sua aria da teenager.

The Wolf Of Wall Street (2013) – capace di guadagnarsi nomination all’Oscar come pochi, con questo nuova opera di Scorsese, DiCaprio forse raggiunge l’apice della sua maturità artistica. La sua interpretazione – ennesimo personaggio controverso, in bilico tra genialità e dannazione – da vita al film, lo rende ancora una volta impareggiabile, confermandosi l’attore più versatile in circolazione.

The Departed (2006) – la collaborazione con Scorsese, che in pratica ne ha fatto il Robert De Niro dei nostri tempi, consente a DiCaprio di avere parti veramente profonde, intense, contrassegnate da personaggi a tutto tondo, mai banali, scolpiti nella pietra di una sceneggiatura che raramente fallisce (Scorsese vinse l’Oscar per il miglior film). E quella del poliziotto infiltrato, che combatte per un senso di giustizia, e finisce per perdere, appena riscattato da un finale a sorpresa, si addice proprio a DiCaprio, per il quale si può parteggiare per le prime battute. Convince in questa prova la sua capacità di nascondersi dietro il personaggio, tenendo il passo con le altre incredibili interpretazioni di Jack Nicholson, Matt Damon e Alec Baldwin. Il film che segna una nuova strada, tuttora in cammino, nella carriera dell’attore italo-americano.