Il mito dell’avventura: Jack Kerouac

Il mitico del coast to coast in America ha sicuramente trovato un profeta in Jack Kerouac, una delle voci più interessanti della generazione beat, grazie al romanzo pubblicato nel 1957: “Sulla strada”. Un titolo evocativo per un viaggio alla scoperta di sé stessi, lungo le strade del grande paese. Kerouac nacque nel 1922 a Lowell, Massachussetts. Insieme a Steinbeck, Hemingway, Dos Passos, Faulkner, H. Miller è una delle voci più interessanti della narrative Americana tra prima metà del Novecento e secondo dopoguerra. Il suo romanzo più famoso è un inno alla gioventù, all’amore e alla libertà ed è diventato sinonimo di avventura e riscoperta di luoghi e persone. Un viaggio che in molti hanno sempre desiderato di fare, un racconto in prima persona che raccoglie le istanze della generazione che aveva appena combattuto la guerra giovanissima.

In pochi sanno che Kerouac poteva diventare un giocatore di football professionista. Aveva vinto persino una borsa di studio sportiva, per le sue prestazioni, alla Columbia University di New York. Ma un grave incidente al ginocchio pregiudicò il suo avvenire, chiudendogli per sempre la porta delle leghe professionistiche. Studiando e leggendo maturò il suo piacere per la scrittura. Ebbe modo di conoscere gli esponenti di quella che poi sarebbe stata definita la beat generation: Allen Ginsberg, William Burroughs. Questi scrittori erano aperti a nuove contaminazioni e stavano decisamente cambiando la letteratura, immettendo elementi di giornalismo e documentario all’interno dei libri, dando la stura al fenomeno postmodernista che avrebbe dominato il romanzo americano a partire dagli anni Settanta.

Un amico di Jack, Neil Cassady, lo influenzò col suo stile di vita libero e anticonvenzionale: rubava auto ed era stato in prigione più volte, ma aveva ambizioni letterarie, insieme a lui Jack intraprese il viaggio in macchina che avrebbe servito da base a On The Road. Al tempo Kerouac aveva già sperimentato diverse forme di scrittura, non tutte anti-convenzionali come il nuovo romanzo, che infatti ebbe una gestazione problematica, con revisioni continue dovute all’influsso dei pensieri del protagonista. Un lungo raccontare in prima persona, un’esplosione quasi musicale della sua mente e di quella dell’amico.

Il romanzo quando fu pubblicato ebbe un grandissimo successo e fece di Kerouac una celebrità. Fu salutato come il portavoce di una generazione disillusa, che aveva visto perdere i propri valori tradizionali all’indomani della guerra. Kerouac proponeva una sorta di alternativa, di via di fuga da questo mondo di valori rassicuranti, che spesso avevano bisogno di grandi proclami per cementare. Da lì a poco i giovani sarebbero passati alle vie di fatto, con le grandi rivolte studentesche e il successo della musica rock.