Il Grande Fratello: l’inizio del reality show

La prima edizione, quella storica con il compianto Pietro Taricone, simbolo di un’Italia che sembrava desiderare altro, riuscì a battere persino il Festival di Sanremo, toccando vertici di successo in termini di audience, mai più rivisti. Molti concorrenti sono diventati famosi, ma sono tantissimi quelli rimasti nell’anonimato e di cui ci siamo dimenticato. Le carriere più illustri sono quelle di Eleonora Daniele, ormai volto familiare della RAI, una brava presentatrice che ha dimostrato umiltà e voglia di imparare; il sex symbol Luca Argentero, che continua a trovare ruoli significativi per il cinema e che pian piano è cresciuto come attore, fino a diventare uno dei volti di maggior successo nel nuovo cinema italiano. In tv e al cinema si sono visti Flavio Montrucchio e l’ex compagna del regista Leonardo Pieraccioni, Laura Torrisi, impegnata in varie fiction per Canale 5. Dal grande fratello proviene anche Raffaella Fico, famosa più per l’avvenenza e il gossip che altro. Rocco Casalino dalla prima edizione è finito nell’ufficio stampa del Movimento 5 Stelle.

Il film di Matteo Garrone, Reality, racconta bene cosa è diventato per molti giovani di bell’aspetto o che si reputano interessanti: un canale per sbarcare il lunario e finire in televisione. Ma la realtà dice che senza un particolare talento, fosse pure la non comune bellezza di Raffaella Fico o Luca Argentero, non si va da nessuna parte. Emblematica la vicenda di Lorenzo Battistello, il cuoco della prima edizione, che era riuscito ad avere un programma tutto suo, che poi ha abbandonato per tornare alla sua attività di ristoratore, quella nella quale eccelle.

Il prodotto è stantio: la formula oramai superata dai nuovi reality che dal Grande Fratello hanno ereditato alcune formule, per poi applicarle ad altri format legati alla sopravvivenza e al viaggio. Il miglior prodotto televisivo, oggi, in termini di ascolti è certamente il talent (escludendo le fiction) che dal reality assorbe la costruzione dei personaggi, la narrativa diciamo, ma che offre al pubblico un contesto completamente diverso. Il Grande Fratello ha rappresentato una grande rivoluzione culturale e sociologica e ha mostrato, in piena epoca berlusconiana, quali effetti potenti potesse avere la televisione, che si trasforma in una gigantesca lente di ingrandimento, che esaspera anche il più piccolo anfratto intimo.

Negli anni i produttori si sono sforzati di introdurre personaggi interessanti come quelli delle prime edizioni, resi ulteriormente celebri dal controcanto sarcastico della Gialappa’s Band (Ottusangolo, Medioman). Ma la sovrascrittura e il tentativo di introdurre nelle case degli italiani un lato sempre più piccante, hanno tolto allo show proprio il reality, finendo per diventare una sorta di soap softcore per spettatori troppo annoiati.