I popoli più misteriosi (nel cinema e non solo)

Quali sono i popoli più misteriosi, svaniti nel nulla?

I Maya

I Maya sono entrati nell’immaginario collettivo sul finire del 2012, dando la stura a produzioni cinematografiche incentrate sulla fine del mondo, apparse se non altro molto forzate. Essi furono il centro di una delle civiltà più sviluppate dell’America Centrale, si stabilirono sulle coste del Pacifico e su quelle dei Caraibi nel II millennio a. C. Ma intorno all’800 d.C. abbandonarono improvvisamente alcune loro città. Le cause sono ancora molto discusse: forse fu colpa di un’epidemia, oppure di ribellioni interne, guerre dinastiche, carestie o di una invasione dal nord. Su di loro anche Apocalypto di Mel Gibson.

Etruschi

In Italia furono i primi in grado di edificare imponenti città-Stato e monumentali necropoli. Resta però un mistero la loro origine: gli Etruschi erano un popolo autoctono, da sempre presente nella penisola italiana (come diceva anche l’antico storico greco Dionigi di Alicarnasso) o venivano invece dall’Asia minore e dalla Lidia, come peraltro sosteneva l’altro grande storico greco, Erodoto? Connessioni sono state trovate anche con i Sardi, la cui origine è peraltro collegata all’Anatolia. Rimane il fatto che il mistero etrusco ci avvolge. Non scomparvero, ma si diluirono nella crescente potenza romana, costituendo la base per molte leggi e molti usi arrivati fino a noi.

Terramaricoli

I Terramaricoli si insediarono nella pianura emiliana nel II millennio a.C. Vivevano su palafitte costruivano sistemi idrici e fossati per difendere i loro popolosi villaggi, avevano contatti con Egizi, Fenici e Micenei. Ma nel 1200 a.C., in un periodo di grande espansone, all’improvviso abbandonarono i loro insediamenti e scomparvero. Collasso ambientale, invasione di altri popoli stranieri, crisi economica e demografica: molte ipotesi, nessuna risposta.

Anasazi

Gli Anasazi, una tribù di nativi americani del VII secolo a.C., eressero imponenti villaggi in pietra tra i canyon degli Stati Uniti sud-occidentali. Architetti in gamba, ma del tutto sprovvisti di una coscienza ecologista, sfruttarono eccessivamente l’ambiente che li circondava, rovinando il suolo e la possibilità di godere delle risorse. Scomparvero misteriosamente sterminati dalla siccità, nel corso del XIV secolo.

Gli Sciti

Nomadi, probabilmente di origine iraniana, si stanziarono nell’odierna Russia meriodnale, intono al VII secolo a.C: Feroci guerrieri delle steppe, compivano cruenti rituali, ma avevano un hobby insolito per degli umani duri: erano raffinati orafi e decoravano i loro copricapo con placche in oro a forma di cavallo.

I Vallindi

Cinquemila anni fa fondarono città modernissime sulle rive del fiume Indo (al confine tra India e Pakistan) dotate di reti fognarie, luoghi di raccolta dei rifiuti, bagni e acqua corrente nelle case. Poi, intorno all’anno 1000 a.C. essi abbandonarono le loro città, particolarmente le grandi Harappa e Mohenjo-Daro, senza alcun apparente motivo, per cause che rimangono del tutto sconosciute.

Gli Shona

CI vollero un milione di mattoni per costruire il grande Zimbabwe, ossia il grande recinto, una gigantesco e assai misteriosa fortezza guarnita a torri inaccessibili. La fortezza venne realizzata dagli Shona, un popolo africano, scomparso a metà del secolo XVII, all’alba della colonizzazione. La zona di insediamento era quella appunto dell’attuale Zimbabwe, che assieme a Kenya e Tanzania, sarebbe stato il fulcro di importanti esplorazioni geografiche.