I film più belli di sempre

shawshankLe classifiche dei film più belli sono spesso pubblicate da riviste e siti specializzati, critici del settore e sondaggi popolari. I database online come IMDB e Rotten Tomatoes danno un’idea dei film più apprezzati dal pubblico. Il primo utilizza le recensioni online, spesso di appassionati del settore, autorevoli almeno quanto gli esperti, mentre il secondo ha un particolare punteggio che unisce diversi fattori di gradimento. Nella classifica qui riportata si riportano i film più belli di sempre secondo il famoso sito IMDB, con una breve recensione degli stessi. Inutile dire che se non li avete mai viste – e sarebbe davvero strano – conviene che ripariate al grave errore.

Fight Club – tratto dal romanzo omonimo di Chuck Palahniuk e diretto dal grande maestro David Fincher (Seven, Gone Girl, The Social Network), film che consacra le abilità interpretative di Brad Pitt e soprattutto Edward Norton, basato su delle lotte clandestine e molto altro ancora.

Il Ritorno del Re – il terzo kolossal della trilogia Il Signore degli Anelli firmata da Peter Jackson, è un grande affresco fantasy, che ha vinto più Oscar di tutti, personalmente non lo sceglierei così in alto, ma si tratta di una grande prodotto che porta al massimo tutte le conoscenze cinematografiche del nostro tempo.

Schindler’s List – diretto da Steven Spielberg che così si distacca da un certo filone di avventura, non rappresenta solo la svolta del grande regista americano, ma è la miglior rappresentazione cinematografica di quella tragedia immane che è stata l’Olocausto. Da una storia vera, con maestria unica e una poesia ineguagliabile.

La parola ai giurati – è un classico dell’Hollywood degli anni d’oro, è un dramma processuale, ma anche un dramma esistenziale, con un Peter Fonda al culmine della propria carriera. Sidney Lumet qui si dimostra un maestro di un certo cinema civile, che troverà piena definizione nelle sue opere del decennio successivo.

Il buono, il brutto, il cattivo – diretto da Sergio Leone, insegna agli americani come si fa il western, lo rivisita, lo rende attuale, lo brutalizza, rendendo realistica un’epopea che fin lì era stata descritta solo in certi termini apologetici. Una colonna sonora indimenticabile si unisce a una trama avvincente, con interpretazioni storiche del trio protagonista. Film epico per definizione.

Pulp Fiction – film capolavoro degli anni ’90, scritto e diretto da Quentin Tarantino, pieno zeppo di scene indimenticabili. Come ogni grande opera questa ha il pregio di riscrivere un genere, quello del poliziesco, del film sul crimine e sui boss, con un linguaggio nuovo, espressivo, radicale, dove la contaminazione di generi è frutto della grande passione di Tarantino per la storia del cinema. Come Truffaut il regista riscrive la storia del cinema, partendo dalla sua immensa conoscenza della materia.

Il cavaliere oscuro – come il precedente anche Nolan riscrive il genere, quello dei comics riportati su pellicola, operando un reboot completo del franchise dedicato a Batman, che era caduto particolarmente in disgrazia dopo alcune opere bocciate da pubblico e critica. Il risultato è un film gotico, dalle atmosfere opprimenti, che calano il protagonista in una complicata realtà che rispecchia molto le inquietudini del nostro mondo contemporaneo.

Il padrino parte II – secondo capitolo della saga dedicata alla famiglia Corleone, scritta e diretta da Francis Ford Coppola. Le vicende seguono l’ascesa di Mike il figlio di don Vito, i drammi familiari conseguenti al suo potere, che da New York si è spostato a Las Vegas. Un film superbo per l’interpretazione dei protagonisti, lanciati nell’olimpo del cinema: Al Pacino e Robert De Niro.

Il padrino – primo film della saga in tre film di Coppola, contraddistinto dall’eccezionale interpretazione di Marlon Brando, probabilmente il miglior attore di sempre. Si seguono le vicende della famiglia Corleone, assediata dai nemici, e costretta a rispondere colpo su colpo. Il suo successo incredibile, anche a livello culturale, è talmente vasto da aver generato stereotipi sugli italo-americani e gli italiani in genere, difficili da scalfire, nonostante regista, compositore colonna sonora e attori siano tutti riconducibili al nostro paese.

Le ali della libertà – dramma carcerario intenso, con interpretazioni magistrali di Tim Robbins e Morgan Freeman. Diretto da Frank Darabont (che ha firmato l’ugualmente premiato Il Miglio Verde) e tratto da un racconto di Stephen King, segue le vicende di due carcerati e del loro lungo rapporto di complicità e amicizia, fino alle indimenticabili scene finali.