Gli investimenti in borsa

Tra le forme di investimento considerate più suscettibili di creare un ricavo superiore alle attese, quello delle azioni e dei titoli di credito gode ancora di grande reputazione. Nonostante gli shock finanziari dell’ultimo lungo decennio, dominato dalla crisi dei mutui subprimes e da quella del debito sovrano dei paesi europei.

L’investimento in borsa in azioni, titoli di credito obbligazionari non limita le possibilità che da casa ha un investitore privato, di espandere il proprio portafoglio. Potrebbe ad esempio investire in materie prime, titoli di stato, ETF (exchange trade fund) e comunque farlo attraverso una propria piattaforma.

Di norma quando si investe bisogna guardare al medio lungo periodo, soprattutto se l’intenzione è quella di generare un risparmio. Nel mercato mobiliare – inteso come grande ecosistema – abitano soggetti istituzionali e privati, professionisti e dilettanti, che hanno lo stesso comune obiettivo: aumentare i propri ricavi. Il mercato però non è fisso, stabile: è soggetto a grosse oscillazioni dovute sia all’andamento dell’economia reale, sia al delicato sistema della fiducia circa la solidità futura dei propri investimenti, nonché sulle previsioni circa l’andamento dell’economia, in particolare di alcuni settori vitali per il prodotto interno lordo di un paese. Nel particolare, quando si analizza la bontà di un’operazione finanziaria, come l’acquisizione di titoli e obbligazioni emessi da un’impresa, il buon investitore consiglia sempre di verificare se l’azienda è sottostimata, se il management ha un’idea di cosa fare dei propri prodotti e servizi, se l’azienda ha un’etica di attenzione nei confronti dei suoi azionisti oppure se è guidata da un consiglio di amministrazione che pensa solo ai propri emolumenti.

Nel mare magnum del web, il trading online si è fatto strada grazie a due fattori: la digitalizzazione dei servizi finanziari, che va avanti da almeno 25 anni con la s-materializzazione dei titoli di credito, che oggi sono semplicemente degli indici numerici che si aggiornano all’interno di un conto anche esso di natura digitale; la diffusione della banda larga anche nel settore del mobile, che consente a chiunque, da qualunque parte del mondo di operare investimenti in modo semplice, l’esperto di trading direbbe: “poco accorto”.

E in effetti è questo la nota dolente dell’investimento fai-da-te, cioè il punto in cui la disintermediazione dei tradizionali ruoli occupati dalle SIM o dai broker in senso generale, va a punire chi punta tutto sulla borsa per poter realizzare guadagni favolosi, che nella pratica sono molto più rari che in passato. Secondo l’esperto di trading interpellato i motivi principali per cui un investitore dilettante privato compie degli errori dipendono dall’emotività e dalla scarsa capacità di interpretare correttamente le oscillazioni naturali del mercato. Gli investitori dovrebbero capire che non si può fare trading improvvisando, dall’alba al tramonto, soprattutto se si vuole costruire una rendita nel tempo, effettiva, consistente. In questo senso, la differenza tra trading online e commercio borsistico tradizionale è solo dettata dal fatto che nel primo caso, non c’è un’apparente barriera contro l’impulso e si fa presto, con un click, a vendere e contribuire a generare sfiducia (accade anche l’opposto, quando si ha un eccesso di fiducia circa le aspettative di un titolo, che può portare nel tempo alla bolla speculativa).

In sostanza, il mercato azionario ancora oggi si presenta come prodigo di guadagni, ma gli scandali e le crisi brusche del recente passato dovrebbero aver insegnato, che come ogni tipologia di investimento, esso andrebbe sondato con i giusti strumenti, facendo leva sulla conoscenza piuttosto che sull’emotività.