Fenomenologia degli haters e perché dovremmo fregarcene

invidiosiE’ un dato di fatto che buona parte delle persone che ci circondano sono degli haters, cioè persone che vivono unicamente dal loro giudizio negativo degli altri. Se questo può sembrare un male consolatevi, è una buona notizia per chi sa che cosa fare della propria vita. Come è noto gli haters vivono di invidio perché non sanno cosa fare della propria esistenza, passano ad osservare gli altri, ad invidiarli e non tollerarli, convinti che questo atteggiamento in qualche modo li qualifichi. Ma se sei consumato dall’odio e dall’invidia è impossibile realizzare delle buone cose. Non puoi far avverare i tuoi sogni e aiutare gli altri a farlo, vivi una vita vuota e sostanzialmente priva di significato. Questo però significa che chi non è hater può avere molto campo libero e realizzarsi, perché l’invidia altrui non consuma. Come diceva Giulio Andreotti in un famoso detto: “il potere logora chi non ce l’ha”. Chi non odia sa delle cose basilari che gli fanno avere successo.

Non si è in gara con nessuno, molta gente tende a squalificarsi, svendersi e svalutarsi semplicemente entrando in competizione con le altre. Affrontano tutto con l’aria del tennista che deve passare il primo turno di Wimbledon o ciao alla carriera e bisogna assolutamente lasciarlo perdere, perché tu non stai facendo nessuna gara, nessun torneo e non hai nemmeno una racchetta in mano. Gli haters hanno il potere di rendere negativo ogni ambiente. Io personalmente mi trovo molto a disagio con persone che esprimono solo concetti e giudizi negativi. Ergersi a giudice è sintomo di presunzione e non bisogna nemmeno sottovalutare il potere intrinseco delle parole. Vocaboli intrisi di una connotazione non positiva tendono ad annoiare, deludere, incutere tristezza e ansia, depressione e malcontento. Sentire parole negative irrita, costringe a focalizzarsi su aspetti negativi, a riempirsi di pregiudizi. In poche parole: a erigere inutili barriere, isolarsi, rendersi schiavi di una visione alterata della vita nella quale conta più quello che stanno combinando gli altri rispetto a quello che sto combinando io. Per questo motivo haters e pessimisti dovrebbero essere allontanati giorno dopo giorno dal nostro cammino di realizzazione degli obiettivi. Il modo migliore per farlo è la gentilezza, ignorarli cortesemente, non dare spago, isolarsi e frequentare solo persone che condividono con noi dei traguardi, una visione solare della vita, hanno progetti e ci si impegnano per realizzarli. Non dobbiamo fossilizzarci su persone egoiste ovvio, che pensano solo a sé stesse, ma è quasi sicuro che persone che perseguono obiettivi di realizzazione personale sono anche persone in grado di aiutare e condividono le gioie, specie se fanno la nostra stessa fatica. In caso non riusciate a liberarvi delle persone negative, quella cara vecchia parola malevola che inizia per V e finisce con “ulo”, potrebbe venirvi in soccorso.

Gli haters sono dei criticoni nati, non si prendono la briga di guidare alcunché, di assumere un’iniziativa che sia una, ma sono i primi a criticare e sono iscritti di diritto al partito del “se ci fossi stato io”. Non esprimono opinioni attive, dicono solo quello che non andrebbe fatto, trincerandosi dietro posizioni sicure, o così credono loro, passivi come non mai, a nulla realizzare, fare, progettare. Ma sempre pronti a tirare fuori il fucile dalla trincea, per sparare su di voi che vi siete esposti. Ecco, continuate ad andare in avanscoperta a rappresentare l’avanguardia, perché voi sapete che al di là della siepe c’è quello che state cercando. Loro la siepe non la vedranno mai.