Diventare scrittori da adulti

Il sogno di diventare scrittori è molto comune, è un retaggio della scuola che ci insegna ad apprezzare le migliori tra queste figure, perché vengono considerate così importante da essere ritenuto un patrimonio della nostra umanità. Pensiamo a Shakespeare, Omero, Dante, Victor Hugo, George Orwell o Eugenio Montale. Sono indubbiamente figure che pesano nella nostra cultura e nel nostro immaginario. Il sogno di diventare scrittori è sempre stato vivo e presente, anche come mera ambizione personale. Nella Parigi degli anni ’30, tra le due guerre, le vie della città pullulavano di aspiranti scrittori, come Henry Miller, che sognavano di diventare il nuovo Marcel Proust e scrivere un romanzo definitivo.

Diventare uno scrittore pubblicato da una casa editrice non è facile, anche se oggi con l’auto-pubblicazione è molto più facile pubblicare un libro e trovare lettori interessati, fossero anche i parenti. Ma bisogna fare un distinguo tra chi vuole diventare scrittore mettiamo a 40-50 anni e chi invece continua a scrivere da un’età precoce e pure tentando di farsi pubblicare, non ci è mai riuscito.

Nel primo caso direi che si può parlare di felici combinazioni. Scrittori come Camilleri hanno trovato fortuna molto avanti negli anni, perché di fatto prima si occupavano di tutt’altro. Evidente che Camilleri ha sempre avuto talento, che ha deciso di mettere in pratica quando sono maturate le giuste condizioni. Nel caso dei perenni scrittori inediti, la perspicacia con la quale insistono a spedire i manoscritti alle case editrici andrebbe premiata, se comprendessero quali sono i loro errori. Molti di questi scrittori non sono effettivamente validi, continuano a compiere gli errori tipici degli scrittori principianti, ma in generale oggi c’è un pubblico per tutti e varie possibilità di essere letti. Il problema è che la vocazione da scrittore deve maturare in condizioni particolari: nella media si tende a diventare scrittori fin da giovani, affrontando le prime letture imposte dalla scuola.

Cosa si legge influenza ciò che si scrive, inevitabilmente. Non c’è un solo scrittore al mondo che possa dire di non essere stato influenzato da qualche lettura precedente, anche il più originale e rivoluzionario di tutti. Per cui, l’auspicio è che lo scrittore esordiente, chiunque si cimenti per la prima volta a scrivere un romanzo o una raccolta di racconti, lo faccia dopo aver letto molto. Leggere tanto aiuta anzitutto a imparare nuove parole, a scrivere in modo elegante e pulito, con una ricchezza lessicale che si distanzia molto dal comune parlato. Inoltre, bisogna leggere per sapere identificare i trucchi usati dagli scrittori affermati, che quasi sempre riescono a far coincidere le esigenze commerciali con la volontà di comunicare un messaggio. Perché alla fine la scrittura è un percorso prima di tutto interiore, che per essere validato, ha necessità di trovare dei lettori.