Differenze tra satira, parodia e comicità

Obiettivo della satira è quello di voler introdurre un cambiamento morale e politico nella società, sulla base di proprie convinzioni e contro il potere costituito, attraverso l’uso dell’umorismo e della comicità in funzione critica. La satira quindi non si limita semplicemente a prendere in giro, a mettere in evidenza le storture, ma è anche e soprattutto un modo di espressione artistico e sociale volto a favorire un cambiamento. In teoria dunque, far sorridere è probabilmente il mezzo e non il fine, ed è questo quello che differenzia un comico da un autore satirico. L’autore satirico si pone come fine quello di denunciare un particolare comportamento o un’azione, insistendo sul lato umoristico al fine di avvicinare una lente di ingrandimento che consenta di vedere, da un’altra angolazione, il problema.

Spesso si dice che la satira prende in giro i difetti delle persone, ed è vero. In sostanza buona parte della sua funzionalità e della sua riuscita artistica dipendono dalle esagerazioni. Se ricordate ad esempio Forattini, quando lavorava per Repubblica, era solito ritrarre Craxi esattamente come Mussolini, questo a causa del piglio decisionista di Craxi. L’effetto che si raggiunge è semplice eppure non così immediato: la gente sorride, ma è invitata a riflettere.

Spesso i lettori e i telespettatori confondono la satira con la parodia e con la comicità schietta e pura. In televisione quest’ultima è quella che viene passata più di frequente perché scatena l’umorismo, ma soprattutto è innocua. Una parodia insiste sulle tecniche tipiche della satira, come ad esempio l’iperbole e l’esagerazione, ma lo scopo non è quello di far riflettere, quanto semplicemente far ridere attraverso la presa in giro. Un esempio celebre è quello relativo a film come Una Pallottola Spuntata (una parodia dei film noir e polizieschi degli anni cinquanta e settanta) o meglio ancora L’aereo più pazzo del mondo, nel quale si prende in giro la moda dei film catastrofisti a tema aeronautico.
I confini tra parodia e satira a volte possono sfuggire, perché l’autore non è sufficientemente bravo e capace. Un grande esempio di satira, che è talmente potente da farla sembrare un racconto per bambini, è I Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift probabilmente il capolavoro satirico del suo tempo. Nonostante ciò essa è anche una brillante parodia dei libelli politici che promettevano delle società perfette. Un pessimo esempio di satira sono tutti quei comici da Zelig e Colorado che strappano una risata per una semplice battuta sul politico di turno, ma in termini di sfottò politico.

La comicità pura è quella che invece fa leva sulle reazioni istintive e che provoca una risata basata sul proprio modo di vedere il mondo. La satira al contrario regge al tempo perché ha la capacità innata di generare umorismo dall’esagerazione puntando su aspetti quasi sempre universali. Lo scopo principale rimane quello di influenzare l’opinione pubblica, ponendosi di volta in volta contro il potente di turno.