Curiosità su “Stranger Things”

La serie di successo prodotta da Netflix, che richiama il meglio del cinema per ragazzi degli anni ’80, è diventata quasi un fenomeno di culto. Il 27 ottobre uscirà la seconda attesissima stagione per cui aumenta il desiderio di conoscere qualcosa in più Netflix ha anticipato l’uscita proprio per venire incontro a questo crescente interesse. Ambientata nel 1983, prende il meglio del cinema paranormale e di avventura di quegli anni (evidenti le citazioni e i riferimenti a pellicole di Steven Spielberg o ai romanzi di Stephen King che hanno cresciuto generazioni di ragazzi). Ma oltre all’omaggio c’è di più: la qualità delle ambientazioni, dei protagonisti, dei personaggi e della linea narrativa che si muove sapientemente nella linea sottile che separa il credibile dall’incredibile. Ecco alcuni fatti interessanti su Stranger Things da sapere.

  • La serie doveva intitolarsi Montauk perché prendeva le mosse da un presunto progetto con lo stesso nome, basato su degli esperimenti circa il controllo della mente operati dalla CIA e dai servizi americani. Il nome richiama guarda a caso un riferimento a Lo Squalo di Spielberg (Montauk è il nome della località dove fu girato). In seguito fu scelto un titolo più semplice, ma accattivante.
  • È vero comunque che è esistito un progetto MK Ultra condotto dalla CIA, con una serie di esperimenti volti a conseguire il controllo della mente, per acquisire un vantaggio nella Guerra Fredda contro il nemico giurato dell’Unione Sovietica.
  • Come spesso succede, le serie di successo fanno fatica a trovare acquirenti. Il soggetto della serie fu rifiutato da 15 network prima di trovare in Netflix il produttore e distributore. secondo gli autori, i fratelli Duffer, amanti del cinema anni ’80, i network americani continuavano a chiedergli modifiche importanti, spingendoli più sul paranormale, che sulla forza dei personaggi (dei ragazzi).
  • La locandina della serie ricorda le copertine dei romanzi di Stephen King, illustrate, con il titolo in evidenza spesso in caratteri in rilievo. Il font usato è quello del manuale di Dungeons and Dragons, un famoso gioco di ruolo particolarmente diffuso negli anni ’80.
  • Per trovare i protagonisti, i due ideatori della serie hanno provinato qualcosa come 1000 ragazzi tra maschi e femmine. Alla fine l’hanno spuntata i bravissimi Millie Bobby Brown (Eleven), Finn Wolfhard, Cala McLaughling, Noah Schnapp, Gaten Matarazzo. Gli attori hanno creato un gruppo su Whatsapp prima di conoscersi sul serio.
  • Per creare l’effetto anni ’80 durante le riprese è stato usato un particolare filtro di invecchiamento, per dargli un’aria vissuta. Questo per ricreare le atmosfere tetre e paurose di certi film d’orrore degli anni ’80 che erano basati più sul mistero e la scoperta, anziché gli effetti speciali.
  • I 4 ragazzi protagonisti ricordano molte combriccole di compagni, un po’ NERD, che si vedevano negli anni ’80. I loro nomi venivano spesso confusi ed erano oggetto di bullismo da parte di ragazzi più grandi. Questa esperienza viene dalla vita personale dei due fratelli Duffer. Ma si trovano anche nei romanzi di Stephen King, che usa questi meccanismi narrativi per caratterizzare al massimo i protagonisti (una su tutti: Carrie).
  • La serie segna il ritorno in grande stile di Winona Ryder, una delle icone del cinema giovanile anni ’90. Winona ha dichiarato di aver modellato il suo personaggio di Joyce, la mamma del ragazzino scomparso che dà avvio alla storia, su una delle interpretazioni di Meryl Streep negli anni Ottanta: Silkwood. L’attrice che interpreta 11, alias Millie Bobby Brown si è invece ispirata a Charlize Theron reduce dalle riprese del fortunato Mad Max: Fury Road, nella quale interpreta una ribelle dai capelli molto corti.
  • Per Millie Bobby Brown quello sul set è stato il primo bacio. Ma lo è stato anche per Mike, il protagonista intemerato da Finn Wolfhard. Per la protagonista il bacio le ha fatto “schifo”.
  • Le uniformi e le macchine della polizia usate nel film si assomigliano a quelle usate ne Lo Squalo. Sono presenti anche evidenti omaggi alla serie di film con Indiana Jones, sempre di Spielberg. Riferimenti anche a IT (il primo film).
  • La serie parla di un mondo “Sottosopra” nel quale le persone possono rimanere intrappolate. Will, il ragazzo scomparso, comunica con il padre attraverso il muro, come succede alla piccola Carole nel film Poltergeist, che comunica con la madre attraverso lo schermo televisivo.
  • In una scena dell’episodio 7, Undici galleggia letteralmente in una vasca. Per ottenere questo effetto senza alcun problema, la vasca è stata riempita di mezzo tonnellata di sale. In questo modo la protagonista può comunicare con il mondo Sottosopra.
  • Il mondo Sottosopra è stato appena esplorato. In verità nella stagione 2 saranno rivelati molti più dettagli. I due ideatori della serie hanno scritto un libro minuzioso contenente tutti i dettagli su questo mondo nascosto.
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Dal momento che la serie ha avuto un inaspettato successo, il team di produzione si è rivolto a quello de Il Trono di Spade per consigli circa le location. Così da assicurarsele in tempo e non subire ritardi.

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