I classici da riscoprire e leggere ancora

Ogni tanto il discorso sui classici ritorna, anche se spesso si accusano gli italiani di non leggere abbastanza (ed è vero). Il valore dei classici, per Italo Calvino, sta nel fatto che sono libri indimenticabili, che non hanno mai finito quel che hanno da dire, che si riscoprono a ogni rilettura, risultando sempre attuali. Incidentalmente Calvino, facendo spesso della meta-letteratura postmoderna, è entrato nel novero dei classici quasi senza volerlo (http://www.classicitaliani.it/novecent/calvino_01_classici.htm).

Ma quali classici oggi si dovrebbero ancora leggere? Probabilmente questa domanda, 50-60 anni fa, avrebbe trovato delle risposte sicure. Ad esempio indicando molti romanzi del realismo e del naturalismo e meno opere che oggi sono considerate dei capolavori. Sono cambiati i gusti, ma è anche cambiata la prospettiva della critica, se è vero che si eleva a premio Nobel un paroliere originale e poetico come Bob Dylan.

Questa breve lista indica una decina di libri classici che a mio modesto parere, senza voler fare critica letteraria, si possono sempre rileggere non trovandoli mai fuori dal tempo, anzi riscoprendoli nella loro intatta e rinnovata forza e capacità di stupire e sconvolgere.

1984 di George Orwell a mio parere è il romanzo del ‘900 più importante, per vari motivi. Il Novecento è stato il secolo dei totalitarismi e delle guerre sconsiderate e 1984 è in grado di raccontare e far percepire questa atmosfera opprimente. Una storia d’amore compressa dal peggiore dei totalitarismi, il Grande Fratello che sempre osserva; per non dire del fatto che il libro è scritto in modo magistrale, anticipando molte tematiche dispotiche e fantascientifiche oggi tanto di moda.

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, un’altra gigantesca rappresentazione dispotica e distopica che mette di fronte l’uomo rispetto a forme totalitarie di società che controllano tutto e vogliono scoprire dai cittadini chi rema contro di loro. La forza rivoluzionaria dei libri, il valore della cultura come mezzo di emancipazione democratica e l’incombente pericolo nucleare.

Cuore di Tenebra di Joseph Conrad, uno spietato ritratto del colonialismo europeo. Ripreso da Coppola in Apocalypse Now.

Anna Karenina di Lev Tolstoj è una potente critica contro l’alta società russa del suo tempo nella quale annegano i sentimenti instabili della protagonista, che alla fine si suicida. Un lungo romanzo che rappresenta l’apice della letteratura realista russa.

La casa degli spiriti di Isabel Allende lo preferisco a Cento Anni di Solitudine, anche se questo è un capolavoro di tutto rispetto. Però il romanzo dell’Allende, pur partendo dalle premesse del realismo magico di cui è stato maestro Garcia Marquez, coglie bene sia la vita famigliare, sia il tratteggio sicuro delle protagoniste femminili, là dove la storia col suo carico violento arriva a sconvolgerne l’esistenza (il grande terremoto del Cile e soprattutto la dittatura di Pinochet).

Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, capolavoro assoluto della letteratura britannica, narra le vicende dell’impertinente Elizabeth Bennett e dello scapolo Fitzwilliam Darcy, ricco e di classe elevata, rispetto alle sorelle Bennett. Il romanzo coinvolge per la figura indimenticabile della protagonista. Ha ispirato tutto il filone sentimentale risultando estremamente influente nella letteratura mondiale.

Il signore degli anelli, la trilogia di J. R. R. Tolkien non è di facile lettura. In italiano è stato tradotto tardi e male, ma le ultime edizioni della Bompiani sono più accessibili. A chi piace il fantasy, ma anche dedicato a tutti coloro che vogliono leggere un gran romanzo, con personaggi che hanno dato la stura a numerose e troppo facili imitazioni.

Le correzioni di Jonathan Franzen, un classico contemporaneo. Le vicende di una famiglia americana della Rust Belt che vive la crisi di valori degli anni Novanta, in un’epoca di crescita dei titoli azionari e di crisi dietro l’angolo, non ancora percepita.

American Psycho: se c’è un’opera che al meglio descrive il periodo reaganiano direi che è questo strepitoso romanzo in prima persona, con un narratore del tutto inaffidabile, di Brett Easton Ellis, da cui è stato tratto un film con Christian Bale.

Robinson Crusoe di Daniel Defoe: pensate solo al successo di Lost per capire quanto il tema del naufragio su un’isola deserta e del fatto che bisogna cavarsela (l’isola dei famosi ricorda qualcosa?); le vicende di Robinson sono un omaggio al razionalismo umano e alle sue qualità.